Significato: Non intraprendere un viaggio o un'impresa importante se non ti sei prima rinfrancato, magari con un buon bicchiere di vino o un pasto.
Spiegazione: Questo proverbio aretino, radicato nella saggezza contadina, sottolinea l'importanza di essere ben preparati e in forze prima di affrontare qualsiasi fatica o spostamento. Il "vino" non è solo un riferimento letterale al bicchiere che dà coraggio e calore, ma è anche simbolo di ristoro, di un momento di piacere e di energia accumulata. Vuol dire che non si deve partire "a stomaco vuoto" o con l'animo affranto, ma bisogna avere la giusta carica fisica e mentale per affrontare le difficoltà della strada o del lavoro. È un invito a non fare le cose con leggerezza, ma a mettere in conto il benessere personale prima di ogni sforzo.
Uso comune: Si usa per dire a qualcuno di non inizia’ un lavoro pesante, un viaggio lungo o pure una discussione importante, se prima un s’è riposato, un s’è mangiato bene o un s’è tirato su il morale. È un modo per dire: “un fa’ le cose a digiuno o di fretta, pensa prima a sta’ bene te”.
Esempio parlato: "O grullo, dove vai con quella faccia? Un te mettere 'n cammino si la bocca 'n sa de vino, prima mangia un boccone e poi parti!"
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