Gli indimenticabili: Roberto Marzocchi "il Nonno"

28 Agosto 2026 | Redazione Porta Crucifera | Ricordi
Questa rubrica, come sapete, è dedicata a persone che, anche dopo la loro scomparsa, continuano a vivere nei ricordi, nei gesti e nei valori che hanno saputo trasmettere. Persone che hanno lasciato un segno autentico nel nostro Quartiere e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerle.
Gli indimenticabili: Roberto Marzocchi "il Nonno"

Torna, come ormai vuole la tradizione, la rubrica dedicata ai nostri “immortali”. Questa rubrica, come sapete, è dedicata a persone che, anche dopo la loro scomparsa, continuano a vivere nei ricordi, nei gesti e nei valori che hanno saputo trasmettere. Persone che hanno lasciato un segno autentico nel nostro Quartiere e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerle.

Questa rubrica nasce dalla volontà mia e di Ugo Morelli di scrivere un giorno un libro dedicato alla storia del nostro Quartiere, purtroppo dopo qualche settimana Ugo ci lasciò improvvisamente e di quello straordinario progetto rimase solo un quaderno in cui Ugo, appunto , aveva iniziato a raccontare le storie di personaggi INDIMENTICABILI. 
Il destino oggi ha voluto che, quando ho chiesto aiuto per reperire informazioni riguardo al nostro prossimo protagonista della rubrica, il mio amico Roberto Rosati mi ha "prestato" un libretto nel quale indovinate chi scriveva nel ricordo del "Nonno" ?? Proprio lui... Ugo Morelli. 

​Ebbene si oggi parleremo di un personaggio davvero indimenticabile: Roberto Marzocchi, per tutti semplicemente “Il Nonno”.
​La sua storia con il nostro Quartiere comincia da giovanissimo, quando nel 1968, a soli quindici anni, indossa per la prima volta il costume da armigero sotto la guida di Capitan Farsetti, sfilando a fianco degli amici di sempre Gianfranco "Maciste" Carboni e Alessandro "Torogeno" Artini. 
La sua simpatia travolgente e la sua spiccata maturità gli fecero guadagnare da subito la stima e l'affetto sia dei giovani che degli anziani del rione.
​Ma Roberto non è stato solo una comparsa: è stato un vero e proprio diplomatico del popolo rossoverde. Fu grazie alla sua astuzia e alla sua capacità di allacciare rapporti che, all'inizio degli anni '70, intercettò le incomprensioni tra il giostratore Vittorio Zama e la stalla di Porta Sant'Andrea, riferendo immediatamente la situazione al consiglio di Porta Crucifera. 
Fu una mossa decisiva che permise al Quartiere di ingaggiare il forte fantino di Faenza e di riportare la lancia d'oro a Colcitrone nel 1973, dopo ben sette anni di digiuno.

Il suo grande sogno si concretizzò poi con l'inaugurazione del Circolo del Quartiere: mentre Romualdo Verdelli e tanti altri volontari lavoravano instancabilmente con la forza delle proprie braccia, Roberto si occupava con dedizione di tutta la complessa parte burocratica e dei tesseramenti, regalando finalmente alla comunità rossoverde la propria "casa".
​Negli anni '90 la sua figura si è rivelata ancora una volta centrale e appassionata: nel 1995, pur di vestire i panni di Maestro d'Arme e guidare gli armati in Piazza Grande, affrontò mesi di severa dieta per poter indossare il costume, vivendo poi da vicino il trionfo della coppia Filippetti-Vannozzi.

Da Consigliere Comunale, si batté poi con tutte le sue forze dai banchi dell'opposizione contro la sconsiderata proposta di svendere la Giostra con una trasferta a Bruxelles, lasciandosi andare a un commovente pianto di gioia al momento della bocciatura della delibera, a dimostrazione del suo amore viscerale per Arezzo e per la sua festa.
​Mediatore fondamentale nei momenti di tensione interna, contribuì in modo determinante a portare a Porta Crucifera il giostratore emergente Daniele Gori, gettando le basi per i trionfi dell'inizio del nuovo secolo.
​Quando il 25 ottobre 2002 "Il Nonno" ci ha lasciati all'improvviso, la Sala del Consiglio Comunale si è riempita di un mare di fazzoletti rossoverdi e la sua cassa è stata avvolta dalla nostra fiammante bandiera, dimostrando a tutta la città quanto fosse profondo l'affetto nei suoi confronti.
​Roberto Marzocchi ha incarnato l'essenza stessa del quartierista: passione pura, spirito di servizio, capacità di fare unione e un sorriso pronto per chiunque. 
Oggi, ogni volta che i colori rossoverdi sfilano in Piazza e ogni volta che il Circolo si riempie del calore della nostra gente, il pensiero va inevitabilmente a lui.
​Grazie di tutto, Nonno: Porta Crucifera non ti dimenticherà mai.

Luca Fragala

Quartiere di Porta Crucifera P.I. 92057120518
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FOTOGRAFIE di Alberto Santini e Maurizio Sbragi
collaborazione fotografica di Fotozoom: Giovanni Folli - Claudio Paravani - Lorenzo Sestini - Fabrizio Casalini - Marco Rossi - Acciari Roberto

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