Maurizio Fazzuoli si racconta ai microfoni di Correr Giostra: un tuffo nel passato rossoverde, tra aneddoti di pura passione e il rimpianto per un clima che oggi, tra avvocati e polemiche, sembra quasi un’altra epoca.
Ci sono personaggi che la storia del Nobile Quartiere di Porta Crucifera non l’hanno solo scritta, ma l’hanno vissuta con il sangue e con il cuore. Tra questi, Maurizio "Il Fagiolo" Fazzuoli occupa un posto d’onore. In una recente, lunga e bellissima intervista rilasciata al format Correr Giostra, l’ex Capitano rossoverde ha aperto il cassetto dei ricordi, regalandoci uno spaccato di Giostra autentica, quella "sporca e cattiva" ma incredibilmente viva che tanti, oggi, guardano con una punta di malinconia.
Prendendo spunto dalle recenti cronache che hanno agitato il clima pre-Giostra – tra notti di file per i biglietti e intemperanze di vario genere – Maurizio Fazzuoli ha offerto una riflessione che va dritta al punto. In un mondo che oggi corre a denunciare ogni minimo screzio, il "Fagiolo" riporta in auge il codice d’onore di una volta.
«Prima non esistevano queste cose qui», racconta Maurizio, rievocando gli scontri di un tempo tra quartieristi. «Io le ho prese, le ho date. Mai siamo andati dall'avvocato. Se le prendevi, l'anno dopo cercavi di restituirle. Se ci riuscivi bene, sennò le ripigliavi ancora. Oppure, per prudenza, cambiavi strada».
Parole che sanno di altri tempi, di una dialettica cruda ma leale, dove il confronto – anche il più acceso – si risolveva in Piazza, senza bisogno di eserciti di legali o di comunicati stampa indignati. Una filosofia che non giustifica la violenza, ma che ci ricorda quanto la Giostra fosse prima di tutto una sfida di coraggio, dove ci si assumeva le proprie responsabilità.
Il racconto di Fazzuoli spazia tra le scorribande nelle strade di Arezzo, le uscite con la Cinquecento e i mitici scontri "medievali" in Fontanella, dove si difendevano i colori del proprio rione con la fierezza di chi sa che l'onore del quartiere non è un gioco.
Ma la riflessione del "Fagiolo" è anche un monito: la Giostra di oggi, ingabbiata in regolamenti strettissimi e una burocrazia che sembra soffocare l’istinto, rischia di perdere quel "sapore" che la rendeva unica. Maurizio ricorda con piacere quando a gestire la Piazza c’erano figure come Fosco Balestri o Vittorio Farsetti: uomini di polso, personalità imponenti capaci di riportare l'ordine con uno sguardo, senza bisogno di moviole o di inchiodare ogni figurante alla mattonella come in un catalogo d’arredo.
L’intervista è un tributo a quella mentalità combattiva che ha fatto grande Porta Crucifera. Maurizio Fazzuoli ci ricorda che, al netto delle polemiche, l’essenza della Giostra resta l’appartenenza. Quell'appartenenza che ti fa accettare la sconfitta, incassare il colpo e tornare il giorno dopo, più forte di prima, a difendere i colori rossoverdi.
Per chi vuole riascoltare le parole, gli aneddoti e quella sana voglia di raccontare un pezzo di storia della nostra città, vi invitiamo a guardare l'intervista integrale sul canale YouTube di Correr Giostra.
Maurizio Fazzuoli ci ha ricordato che, nonostante il tempo che passa, il cuore di Porta Crucifera batte ancora con la stessa, indomita intensità.
FOTOGRAFIE di Alberto Santini e Maurizio Sbragi
collaborazione fotografica di Fotozoom: Giovanni Folli - Claudio Paravani - Lorenzo Sestini - Fabrizio Casalini - Marco Rossi - Acciari Roberto